Road to Saint Petersburg #5, Shakhtar Donetsk-Inter

L’Inter affronta la delicata trasferta di Kiev sapendo di dover vincere, anche considerando il facile turno che aspetta i favoriti del girone, ospiti al Bernabeu. L’avversario è lo Shakhtar Donetsk, squadra che l’anno scorso aveva costretto i nerazzurri a un doppio 0-0 dopo il 5-0 in Europa League, dove evidentemente il livello degli avversari è più basso.

Inzaghi si affida al consueto 3-5-2 di chi ha un sacco di centrocampisti e nessuno che possa fare reparto. Gli esterni sono Dimarco e Dumfries, col primo che deve farsi perdonare il rigore contro l’Atalanta e il secondo che invece non ha un alibi.

De Zerbi risponde con un prudente 4-1-4-1 che garantisce la necessaria copertura alla porta difesa da Pyatov. Ché non si sa mai.

Le squadre partono con buon ritmo, ma al decimo un maldestro intervento di Dumfries costringe il temibile Traoré all’uscita dal campo. Ci penserà comunque lo stesso centrocampista nerazzurro a ristabilire la parità numerica.

Nel primo tempo non mancano le occasioni, soprattutto per merito dell’Inter che si ostina a uscire dalla sua area palla a piede. Al 15° Barella fa tremare la traversa, mentre al 20° il nuovo entrato Tete fa tremare il culo ad Handanovic. La più colossale arriva però al 34°, quando il pallone che Dzeko colpisce da pochi passi finisce talmente alto da mettere in allarme le truppe russe di stanza nel Paese.

Nel secondo tempo la manovra passa sempre più alla squadra di De Zerbi, con Marianella che a furia di star dietro agli scambi tra Dodo e Tete vince la sfida della magia contro Bia. A salvare il risultato ci pensa più volte Skriniar, giocatore cui bisognerebbe dedicare una statua. Purché non sia commissionata a quello della spigolatrice.

Inzaghi prova a correre ai ripari: prima inserisce Calhanoglu per un arrabbiatissimo Brozovic – e chi non lo sarebbe se fosse sostituito da Calhanoglu? – e poi inserendo Correa al posto di Dzeko, così da garantire maggior copertura e soprattutto togliere un prezioso punto di riferimento alla difesa ucraina.

Al 65° un’estemporanea, doppia occasione per l’Inter, prima con Barella e poi con Lautaro, ma i nerazzurri non riescono a trovare il gol. Ma tanto non lo meriterebbero, quindi a posto così.

Il pallino sembra sempre in mano agli ucraini e allora Inzaghi inserisce anche Sanchez, Perisic e Gagliardini, ma a livello tattico non cambia niente: l’Inter continua a far cagare.

All’87° Pyatov si fa trovare prontissimo prima sul tiro di Correa e poi sul colpo di testa di De Vrij, dimostrando di essere un portiere forse sottovalutato. O forse solo un portiere discreto che si è trovato di fronte Correa e De Vrij, chi può dirlo?

Un brutto 0-0 dunque per l’Inter, squadra che in Europa è ancora a secco di gol e fa fatica a creare gioco; ma per fortuna adesso arrivano due partite facili.

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