Road to Baku #4

SALISBURGO – NAPOLI

Con la qualificazione messa in cassaforte nella gara di andata, i partenopei vanno a Salisburgo con la tranquillità di chi sa di poter fare quella che a Napoli viene definita “figur’e mmerd”.

 

Bastano però solo 14 minuti perché Milik segni il diciassettesimo gol della stagione, rete che lo tiene in corsa per essere il cannoniere della squadra, dopo che sono sfumati già gli altri traguardi: la Champions, il Campionato, la Coppa Italia e pure il titolo di “miglior realizzatore polacco in un campionato non polacco dove ci sono meno di 20 polacchi”.

 

I padroni di casa reagiscono, trovando prima il pareggio di Dabbur, poi il vantaggio di Gulbrandsen, bravi a sfruttare gli errori dell’esordiente coppia di centrali Luperto e Chiriches, già ribattezzati dai tifosi “chilli d’a figur’e mmerd”.

 

Il finale è da brividi, con gli austriaci che trovano il terzo gol nel recupero e con gli uomini di Ancelotti costretti a difendersi dagli attacchi di Gulbrandsen, Minamino, Wolfe e Dabbur, innescati per tutta la partita da un ispiratissimo Allan.

 

Il Napoli si qualifica per gli ottavi ma dovrà tenere in mente una cosa: se vuoi copiare l’approccio alle partite della Juve, non devi scegliere quello delle gare di andata.

 

***

 

INTER – EINTRACHT FRANCOFORTE

L’Inter affronta il ritorno degli ottavi con problemi di formazione così grandi che D’Ambrosio titolare è il problema minore. Keita Baldé si adatta a fare la prima punta, visto che l’alternativa è Ranocchia.

 

Al sesto i tedeschi vanno in vantaggio sfruttando un’ingenuità di De Vrij: il passaggio all’Inter.

 

Nella ripresa Spalletti arretra D’Ambrosio, sposta Cédric sull’altra fascia e poi lo cambia con Ranocchia, quindi avanza Škriniar a centrocampo e lo stesso Ranocchia in attacco, infine scappa urlando “Non mi prenderete mai!”

 

I tedeschi controllano senza patemi, con Perisić bravo a spezzare il gioco dei nerazzurri; e anzi sembrano in grado di colpire in qualsiasi momento, sfruttando gli spazi lasciati dal ritiro di Zanetti.

 

Nel finale, con le squadre tanto allungate che l’Eintracht difende direttamente da Francoforte, entrano i giovani Esposito e Merola per il riuscito omaggio al Troisi di “Non ci resta che piangere”.

La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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