Road to Istanbul #9, Real Madrid-Inter

Real Madrid e Inter si affrontano nello stadio Alfredo Di Stéfano, così da poter dire di avere pochissimi posti vuoti. Conte deve fare a meno di Lukaku e schiera Perisic al fianco di Lautaro Martinez, perché Sanchez non è al meglio e le alternative sono Pinamonti e Ranocchia. Zidane si affida al solito 4-3-3 con Benzema al centro dell’attacco e Modric a controbilanciare Eriksen in panchina.

La partenza è vivace, con toni subito accesi, continui rovesciamenti di fronte e… ah no, scusate, stavo guardando Dimartedì.
Al 9° Barella mostra i suoi progressi colpendo la traversa da una posizione ancora più difficile; mentre nei minuti seguenti si fa pericoloso il Real Madrid, che può sfruttare l’uomo in più a centrocampo, ossia Vidal.

Al 25° la partita si sblocca quando Hakimi sfodera quello che da anni è il suo colpo migliore: il filtrante per Benzema. L’Inter accusa il colpo e al 33° Sergio Ramos è lasciato libero di segnare il centesimo gol da difensore del Real Madrid lasciato libero di segnare. Sembra finita, ma due minuti dopo Barella si inventa un meraviglioso colpo di tacco per Lautaro Martinez, che riapre la partita e rianima Bergomi.

Nella ripresa partono forte i nerazzurri, che pressano alti così da tenere il pallone il più lontano possibile dal proprio centrocampo. Al 68° arriva il meritato pareggio con Perisic, che riporta subito il pallone a centrocampo per sfruttare il momento positivo e convincere la dirigenza del Bayern a riprenderselo.

Nei minuti successivi però l’Inter fallisce due ottime occasioni e allora Conte corre ai ripari togliendo gli ottimi Barella e Perisic, così da essere sicuro di evitare il pareggio.

Con i nuovi ingressi dell’Inter i madrileni ritrovano gli equilibri del primo tempo e all’80° segnano il terzo gol con Rodrygo, imbeccato da Vinicius che ha la geniale idea di sfondare dal lato opposto a quello coperto da Bastoni. Tre minuti dopo potrebbero andare sul 4-2 con Benzema, ma il francese sbaglia a porta vuota e tocca la palla con la mano, riuscendo nell’impresa di farmi mettere Gagliardini e Henry nella stessa frase.

Passo falso dell’Inter, che deve imparare a sfruttare meglio le occasioni – tipo, che so, segnare almeno un gol a una squadra che ne prende sei dal Borussia Mönchengladbach. A questo punto i nerazzurri devono puntare a vincere tutte e tre le partite rimanenti. Oppure sperare in un asteroide più preciso.

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