Sinner a Wimbledon – Il riassunto

Sinner arriva a Wimbledon da favorito, anche perché Alcaraz è ancora alle prese con l’infortunio al polso, che si è procurato durante la faccenda Clostebol.

Al primo turno, supera il serbo Kecmanovic in 5 set, confermando che con gli ex jugoslavi è sempre difficile, ma puoi farcela se in campo c’è Sinner e non Bastoni.

Sinner vince tra mille difficoltà: il caldo, il traffico, le cavallette, il terremoto e, in ultimo, una scarpa insanguinata che per i detrattori lo colloca sulla scena del delitto di Garlasco.

Al secondo turno si trova di fronte Borges: vittoria per 7-6, 7-6, 6-4. Unica soddisfazione per il portoghese: essere entrato al centrale di Wimbledon senza pagare.

È poi il turno di Brooksby che, non essendo riuscito a trascinare l’Olanda oltre i sedicesimi ai Mondiali di calcio, decide di farsi eliminare anche ai sedicesimi di Wimbledon.

Durante la giornata di riposo, in un ristorante gli propongono un bombolone alla crema ma lui rifiuta per paura che la Wada controlli anche quella.

Agli ottavi di finale Sinner supera Shintaro Mochizuki. Nonostante brandisca una racchetta forgiata da Hattori Hanzo, Shintaro perde in tre set e viene bloccato dai raccattapalle prima che faccia seppuku sotto rete.

Nei quarti è il turno del tedesco Struff, che ha provato a intenerire Jannik col suo accento e con la sua capacità di giocare canticchiando i testi dei Rammstein.

Naturalmente Sinner vince in tre set facendogli tanti complimenti dopo averlo asfaltato.

In semifinale incontra Djokovic, quello che è considerato da molti il GOAT di questo sport, potendo servire, colpire di dritto e di rovescio in undici lingue diverse.

Lo batte con un periodico 6-4, dando lezione di tennis a 30€ l’ora. Per sua fortuna Djokovic perde in due ore e 20 riuscendo a farsi abbonare i minuti superflui.

La finale con Zverev inizia in salita ma solo perché Sinner doveva girare un nuovo spot per delle scarpe da arrampicata.

Dopo aver perso il primo set, è il turno di un brand di attrezzature per lo sci, cosa che riporta l’incontro in discesa, al massimo con qualche slalom. Zverev è talmente rassegnato a perdere con Jannik che in tutto l’incontro ha rotto solo una racchetta.

La seconda vittoria di Sinner a Wimbledon è il più grande spot per il tennis italiano, ma anche per la pasta, il caffè, la fibra ottica…

Intanto Adani sta urlando “EL PECADOR DE SAN CANDIDO”.

Zverev perde per la decima volta contro Sinner e, nel suo discorso, dimostra che non è importante quante volte si cade, ma l’altoatesino ha rotto il cazzo.

Sinner non perde occasione per ricordare che le vittorie sono merito del suo team: Vagnozzi, che cura gli aspetti tecnico-tattici, Cahill, che lo supporta nella gestione mentale, e il Plasil, che gli permette di non vomitare.

Una curiosità: nel suo discorso finale, Sinner dice di aver visto più volte la madre uscire, dimostrando di controllare gli spalti anche durante la partita. Ma solo perché temeva di veder arrivare Infantino.

Al termine della finale, Sinner ha conversato a lungo con la famiglia reale, chiedendo di non trattare male le persone con i capelli rossi.

Ora Malagò è tentato di sostituire Maldini e Leonardo con Vagnozzi e Cahill.

Nel frattempo, Bruno Vespa sta preparando uno speciale Porta a Porta dal titolo “Se c’era Alvarez…”

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