Spagna-Capo Verde – Il riassunto
Capo Verde sfida la Spagna, forse la favorita del Mondiale. In sostanza è come se Davide sfidasse Golia dopo essersi bendato e con una mano legata dietro la schiena.
Yamal, reduce da un infortunio, per precauzione parte della panchina e ha il divieto assoluto di sudare.
In campo ci sono due ex Serie A per Capo Verde e uno per la Spagna. Ho concluso, vostro onore.
Gli iberici faticano a trovare spazi contro avversari così chiusi che spesso il portiere non è l’uomo più arretrato.
15’ – Pedri tenta il tiro a giro ma gli viene dritto e quindi niente.
30’ – Fatica la Spagna, Capo Verde non butta mai via la palla. Anche perché di solito ne hanno una sola e se si perde quella si finisce di giocare.
Una curiosità: Oyarzabal è diventato il primo calciatore dal 1966 a giocare i primi 30’ da titolare senza toccare una palla. Neppure per scaramanzia o mettendosi in barriera.
35’ – Livramento tenta la giocata da metà campo vedendo Unai Simon fuori dai pali, perché dietro si rompeva il cazzo.
39’ – Taglio di Cucurella (ne avrebbe davvero bisogno) che mette al centro di testa, ma Ferran Torres colpisce la traversa. Una curiosità: “Ferran Torres” in dialetto valenciano vuol dire proprio “colpire un oggetto di ferro in seguito alla torre di un compagno”.
44’ – Cucurella serve ancora Ferran Torres, che sbaglia di nuovo. Una curiosità: “Cucurella” in catalano significa “uomo che non è capace di scegliere i compagni a cui servire assist”.
Intervallo. La Spagna è così in difficoltà che nel primo tempo ha avuto a stento il 70% di possesso palla.
All’inizio della ripresa gli iberici ci provano più volte dal limite dell’area, dove possono arrivare senza incontrare un solo avversario.
70’ – Secondo cooling break, che per sicurezza i capoverdiani passano comunque arroccati nella loro area.
Nonostante gli ingressi di Yamal e Nico William, Capo Verde non va quasi mai in difficoltà, al punto da commettere un solo fallo in tutta la partita e solo per vedere se l’arbitro aveva davvero il fischietto.
Finisce 0-0, con il quarantenne portiere Vozinha in lacrime pensando ai nonni che non ci sono più e ai dolori che avrà domani mattina.
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