PORTOGALLO-CONGO – IL RIASSUNTO
La Repubblica Democratica del Congo, in passato Congo Belga e Zaire – a fine partita chissà – torna al mondiale dopo 52 anni, tracciando la strada agli azzurri.
Cristiano Ronaldo ha due obiettivi: mettere a segno 27 gol per raggiungere le 1.000 marcature e farlo entro stasera.
Yoane Wissa è la stella del Congo, calcia bene con entrambi i piedi grazie alla sua abilità nel dribblare le mine antiuomo.
4’ – Sono passati pochi minuti e Cristiano Ronaldo ha già superato la quantità di doppi passi settimanali consigliati per chi ha superato i 40 anni.
6’ – Inserimento perfetto e gol di Joao Neves che, a pochi minuti dall’inizio del Mondiale, ha ancora freschi i meccanismi del Paris Saint Germain.
Durante l’hydration break (sì, il vero nome è questo) Ronaldo fa una terapia criogenica, tre serie da otto di panca piana, un intero percorso cardio e -perché no? – si fa dare anche una sistemata alle sopracciglia.
45+5’ – 1-1: Wissa dimostra che tirare nello specchio della porta è una tecnica forse vecchia ma ancora efficace.
Una curiosità: il Congo è la squadra che è finita più volte in fuorigioco nelle qualificazioni africane. Per questo dovrebbe valere solo il busto.
Cristiano Ronaldo sembra indispettito: durante questa partita è stato inquadrato meno di Infantino.
55’ – Gol in rovesciata annullato a Cancelo su indicazione di Ronaldo: certe cose può farle solo lui.
Rafa Leao oggi schierato nella zona in cui rende meglio. Poi invece è entrato.
85’ – In campo per il Congo il fratello di Kalulu della Juventus, meno forte in campo ma più talentuoso nella scelta della nazionale per cui giocare.
90+2’ – Cartellino giallo per Araújo che ferma Wissa con la 6 1 9. I giocatori del Congo chiedono il rosso ma l’arbitro guarda in tribuna Pepe scuotere il capo e conferma il giallo.
Il Portogallo è senza dubbio una squadra piena di talento ma che deve concretizzare di più. Non paga la scelta di evitare di tirare in porta per non perdere il possesso palla.
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