Road to Saint Petersburg #10, Inter-Sheriff Tiraspol

Partita fondamentale per l’Inter, obbligata a vincere contro lo Sheriff Tiraspol per evitare dieci anni di prese per il culo.

Inzaghi si affida ancora a Dimarco, schierato in difesa per tenerlo lontano sia dal dischetto del rigore avversario, sia dalla zona di centrocampo dove ha il vizio di andare per terra.

Vemydub risponde schierando Traoré in attacco, Addo a centrocampo e lasciando Castolo e Minanda in tribuna.

Parte forte l’Inter, con un paio di occasioni clamorose che per esigenze di trama sono affidate a Dumfries. Al 34° il vantaggio porta la firma di Dzeko, che per l’Inter si sta rivelando un attaccante assai prezioso: ha esperienza internazionale, si intende bene con Lautaro Martinez, non ha legami con Wanda Nara.

Al 42° Perisic colpisce il palo dalla distanza, a riprova dell’ottima mira dei croati.

Al settimo della ripresa lo Sheriff pareggia con una punizione dalla distanza: Thill è bravissimo a piazzare la palla vicino al palo. Tanto basta, con l’Handanovic di quest’anno. Tre minuti dopo l’Inter potrebbe riportarsi in vantaggio, ma Inzaghi ha pensato bene di togliere Dimarco e non Dumfries.

Al 56° Perisic colpisce di nuovo il palo con un tiro fortissimo, mentre al 58° Dzeko libera Vidal e il cileno trova la rete del 2-1. Forse perché Perisic ha spostato la porta.

Dieci minuti dopo una girata di De Vrij fissa il punteggio sul 3-1 e col doppio vantaggio l’Inter può tirare un sospiro di sollievo, considerando che Inzaghi deve ancora fare quattro cambi.

All’83° Perisic colpisce la traversa e può dunque portarsi a casa la porta. Ci prova due volte anche Sensi, sempre da lontano, perché il fisioterapista gli ha detto di non esagerare con gli sforzi.

La vittoria del Meazza porta l’Inter a due soli punti dalla testa del girone e ora i nerazzurri possono guardare con fiducia ai prossimi mesi. Sempre che il PIF non cambi idea.

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