Road to Wembley #4, Italia-Austria

L’Italia di Mancini arriva agli ottavi di finale degli Europei per dimostrare che le tante vittorie non sono dovute ad avversari di seconda fascia e incontra l’Austria per dimostrare che, vabbè, possiamo anche aspettare i quarti per quell’altra cosa.

La squadra di Foda nel primo tempo si difende in maniera compatta mettendo in difficoltà il tridente offensivo azzurro, in serata negativa: Insigne non sembra brillantissimo dal punto di vista fisico, Immobile soffre una retroguardia che non gli concede profondità e Berardi piange ogni volta che alza la testa e non vede Ciccio Caputo.

Le occasioni per l’Italia però non mancano e andiamo due volte vicini al gol. Al 17esimo Barella calcia da dentro l’area di rigore e Bachmann si salva di piede mentre al 32esimo Immobile prova un destro potentissimo da lontano che si stampa sull’incrocio dei pali e Bachmann si salva di culo.

Nella ripresa l’Austria ha un altro piglio e gestisce meglio il pallone, rendendosi pericolosa con Alaba su punizione che però manda alto di poco, anche per via della decisione dei giocatori italiani in barriera di non inginocchiarsi.

Al 65esimo arriva il momento chiave del match: Alaba svetta di testa su Di Lorenzo servendo Arnautovic, che segna ed esulta in maniera polemica con il dito all’orecchio, quasi come se sentisse il rumore dell’inculata dietro l’angolo. Dopo un VAR check infatti, la rete viene annullata perché le immagini mostrano come l’ex giocatore dell’Inter avesse l’ego in fuorigioco.

I tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0 ma nei supplementari l’Italia sembra avere più energie grazie ai cambi: quelli a disposizione dell’Austria.
Pessina, Locatelli, Belotti e Chiesa sembrano dare nuova linfa agli Azzurri ed è proprio quest’ultimo a trovare il gol del vantaggio su grande assist di Spinazzola, scioccando la dirigenza juventina convinta che le plusvalenze crossassero altrettanto bene.

Il raddoppio arriva grazie a Pessina, ma solo perché Percassi ha bisogno di un nuovo attico nel centro di Bergamo: sembra fatta sul 2-0 ma nel secondo tempo supplementare l’Italia spegne la luce e l’Austria si fa avanti con grande veemenza facendo scricchiolare il Trattato di Saint-Germain-en-Laye.

Donnarumma è strepitoso sulla conclusione di Schaub ma viene poi beffato sul primo palo dal colpo di testa di Kalajdzic, in modo da far incazzare i tifosi del Milan per due motivi diversi in quella che è la sua ultima partita da giocatore rossonero.

Gli Azzurri però resistono e si portano a casa la qualificazione: ai quarti di finale ci aspetta la vincente di Belgio-Portogallo.
Che per fortuna non hanno dei centravanti abituati a massacrare le difese italiane.

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