Road to Istanbul #24, Inter-Shakhtar Donetsk

L’Inter si gioca la qualificazione in casa contro una squadra ucraina che ha una differenza reti di meno sette in cinque partite; ma va detto è riuscita a fallire anche in condizioni ben più favorevoli. L’avversario è lo Shakhtar Donetsk, che arriva a Milano per non perdere, come dimostra il fatto che anche i giocatori di movimento indossano la divisa da portiere.

Conte recupera all’ultimo momento Barella, così può evitare di dover chiedere disponibilità a Oriali pur di tenere fuori Eriksen. Castro si affida invece a una formazione prudente che viene descritta con un 5-3-2 solo perché nelle grafiche dieci difensori in fila non ci stanno.

Parte forte l’Inter, con Lautaro Martinez che al 7° colpisce la traversa così forte da stordire Lukaku per il resto della partita. I nerazzurri sono padroni del campo, ma la partita è piuttosto fallosa e al 29° un giallo per proteste farà saltare a Gagliardini la prossima partita in Europa. Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo della serata.

Non cambia il copione nella ripresa, con l’Inter che mantiene il possesso palla e gli ucraini schierati con il solo Trubin davanti alla difesa. Al 53° ci prova di testa Lukaku, ma il giovanissimo portiere è bravissimo a deviare con il brufolo di richiamo. Gli uomini di Conte premono, ma concedono qualche spazio e al 64° lo Shakhtar va vicino al vantaggio con un contropiede che coglie la difesa nerazzurra più impallata dell’app IO.

Conte effettua gli ultimi tre cambi all’85°, quindi molto prima del solito; Darmian rileva Hakimi, in quella che ormai è diventata una sostituzione più classica di quella di “Una poltrona per due”. Tre minuti dopo la palla della qualificazione ce l’ha Sanchez, ma la sua conclusione viene ribattuta da Lukaku, giocatore talmente generoso che nelle partite più importanti non nega mai un favore anche alla squadra avversaria.

Al 93° ci prova senza fortuna anche Eriksen, che è riuscito a entrare facendo notare al quarto uomo di essere danese; ma ormai il risultato non cambia più, anche perché gli ucraini rallentano il gioco nemmeno schierassero loro Young.

Finisce dunque con uno scialbo 0-0 e i nerazzurri possono solo recriminare sulle tante occasioni gettate al vento negli ultimi mesi: le due partite con lo Shakhtar Donetsk, il pareggio con il Borussia Mönchengladbach, la possibilità di assumere Allegri. Adesso l’Inter deve concentrarsi sul campionato e riconquistare il suo posto sul palcoscenico europeo. Ora che c’è la Conference League.

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