Road to Istanbul #21, Lazio-Bruges

L’Ente Morale Lazio, ancora invitto nel girone, riceve i fiamminghi del Bruges per obliterare l’accesso agli ottavi che manca da un ventennio (fine intro Istituto Luce).

La sfida di stasera rappresenta l’apice della gestione di Lotito che ha passato la giornata assieme alla squadra cercando di trattare in extremis sul premio qualificazione.

I belgi del Bruges hanno a disposizione solo la vittoria e non possano fare calcoli ma schierano comunque i quattro davanti a Mignolet: Indicin, Mediett, Anularin e Pollicinho.

La Lazio parte bene e trova il gol con Correa che inganna due piccioni con un velo e si fa trovare pronto dopo il tiro di Luis Alberto che si dispera perché nemmeno stavolta la giocata gli varrà come assist.

Sul fronte opposto Reina dimostra subito di non essere secondo a nessuno e non trattiene una conclusione che porta al pari di Vormer.

Al 27esimo arriva l’occasione per Immobile che controlla il pallone in area, attende lo svitato di turno e lo appoggia sul dischetto per il 2-1.

Poco dopo Pollicinho (vabbè dai, Sobol) che fino a quel momento si era dedicato esclusivamente a picchiare Lazzari, di cui evidentemente ignora i piedi, si accorge che il mister sta per buttarlo fuori e allora prova con successo l’anticipo facendosi buttare fuori dall’arbitro.

Da San Pietroburgo arrivano buone notizie e prima dell’intervallo i biancocelesti sono avanti di un gol e di un uomo e come se non bastasse c’è anche il diluvio delle grandi occasioni.

Nella ripresa Inzaghi inserisce Radu al posto di Hoedt, il rumeno garantisce maggior presenza nelle risse.

La Lazio nella ripresa prova a gestire il vantaggio e succede poco fino al 70esimo quando Piszczek sigla il gol dell’1-1… ah no, questo è lo Zenit…

Al 74esimo escono quelli forti e entrano quelli scarsi e così al 75esimo è già 2-2 a Roma e 1-2 a San Pietroburgo.

La Lazio sbanda e al 93esimo il Bruges ha la palla per vincere ma la conclusione si infrange nella parte bassa della traversa facendo sobbalzare i Santissimi Pietro e Paolo che si erano materializzati sopra.

Inzaghi può esultare, la Lazio si qualifica agli ottavi di Champions come seconda del girone e Lotito può finalmente coronare il suo sogno: affittare un vettore spaziale per le partite in trasferta su Marte.

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