Road to Istanbul #17, Borussia Mönchengladbach-Inter

L’Inter arriva a Mönchengladbach forte della convincente vittoria sul Sassuolo e della squalifica di Vidal. Conte lascia Hakimi in panchina, nella speranza di indovinare almeno un cambio. Rose invece schiera i suoi col solito 4-2-3-1 che ha i suoi punti di forza nella temibile linea a tre dietro a Pléa e soprattutto in quanto visto in Inter-Real Madrid.

In realtà i nerazzurri approcciano bene la partita, creano diverse occasioni – tipo Eriksen a gennaio per chi lo volesse – e passano al 17°, quando un’insensata combinazione tra Lukaku e Gagliardini libera Darmian in posizione estremamente favorevole. Cioè davanti a Sommer. La squadra di Conte insiste e prova a colpire con rapidi contropiedi orchestrati da Lukaku, bravissimo a mettere sempre i compagni in condizione di sbagliare comodamente.

Sul più bello però i nerazzurri si spengono e i renani alzano la testa mentre al Borussia-Park riecheggiano le urla incomprensibili dell’allenatore. Ma anche il tecnico dei tedeschi si fa sentire. Handanovic è costretto a diversi ottimi interventi, ma nulla può quando nel minuto di recupero si verifica l’impensabile beffa: un’ottima azione di Lazaro in una partita dell’Inter.

Nonostante il gol di Pléa i nerazzurri tornano in campo fortemente motivati, anche perché Conte non ha operato cambi, e al 62° colpiscono un palo pazzesco con Lautaro Martinez, a cui proprio non riesce di lasciare il segno nemmeno in una settimana in cui si parla solo di dieci argentini.

Si intuisce che il gol è però nell’aria e due minuti dopo Lukaku ottiene palla, la difende col corpo come fosse un paio di scarpe Lidl e infila Sommer. Il belga è incontenibile e va ancora a segno al 73° servito dal nuovo entrato Hakimi, sempre a suo agio quando si tratta di servire giocatori pelati in maglia bianca.

Nel frattempo è entrato Sanchez e il cileno dimostra che con pochi, rapidi tocchi è ancora in grado di mandare fuori giri una difesa. Peccato sia quella sbagliata. Pléa si ritrova così solo davanti ad Handanovic ed è bravo a superarlo ripetendosi mentalmente “questo non è un rigore” per darsi coraggio. Pochi minuti dopo l’attaccante francese pareggia addirittura i conti, ma il Var annulla il gol per la posizione di Embolo, evidentemente costretto a ostruire.

I renani ci provano fino alla fine, ma l’Inter tiene e conquista una vittoria che le consente di tenere aperto il girone più imprevedibile della Champions League, come ogni anno viene definito quello di cui fa parte. Ora i nerazzurri sono padroni del loro destino: non vincendo contro lo Shakhtar renderebbero infatti vano il biscotto di Madrid.

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