Road to ̶G̶D̶A̶N̶S̶K̶ KÖLN #20, Inter-Shakhtar Donetsk

L’Inter sfida lo Shakhtar Donetsk in Europa League con la speranza di giocare la prima finale europea dai tempi di una stagione che forse non ricordate perché i suoi tifosi non ne parlano proprio mai, mai, mai.

I ragazzi di Conte però devono superare gli ucraini, squadra con esperienza europea ma che si difende come quelli che indossano la mascherina e la tengono sotto il mento.
Poco prima del ventesimo infatti Pyatov sbaglia un rinvio, Barella recupera palla ed è bravo a crossare per Lautaro che segna il gol del vantaggio. Il Toro festeggerà mettendo il pallone sotto la maglietta e dedicando la rete alla madre di Pyatov, che 36 anni fa riuscì nell’impresa di partorire un tale cesso di portiere.

Lo Shakhtar Donetsk prova a reagire ma il possesso palla della squadra di Castro è così sterile che Conte applaude persino i passaggi sbagliati di Gagliardini. Si va al riposo sul risultato di 1-0 ma c’è la sensazione che l’Inter abbia ciò che serve per aumentare il vantaggio: il secondo tempo.

Nella ripresa gli ucraini ci provano e Junior Moraes ha la miglior occasione della partita, schiacciando di testa contro Handanovic che purtroppo nell’occasione viene svegliato dalla pallonata.

Ma come spesso succede, si concretizza la più classica legge del calcio: “Gol sbagliato, quattro gol subiti”.
L’Inter raddoppia con D’Ambrosio su calcio d’angolo e poi chiude la partita con Lautaro Martinez che sigla così una doppietta approfittando del fatto che i dirigenti del Barcellona in questi giorni hanno altri cazzi a cui pensare.

Gli ultimi minuti sono una passerella per Lukaku, che segna due gol fissando il risultato finale sul 5-0 con l’Inter che non aveva numeri così esorbitanti dall’ultimo alcol test di Brozovic.

Ora i nerazzurri si giocheranno l’Europa League contro il Siviglia (che è come sfidare uno squalo bianco a pallanuoto) ma le ultime prestazioni danno grande fiducia a Conte, che per la prima volta potrà giocarsi una finale in Europa.
Forse perché oggi allena una squadra per cui non è una brutta notizia.

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