Road to Istanbul#16 – Atalanta-Manchester City

L’atmosfera è magica, come ogni partita a San Siro che non veda coinvolto il Milan. L’Atalanta deve vincere per sperare di passare il turno; il City deve vincere per dimostrare di avere una flessione in Champions solo al ritorno dei quarti di finale.

Per la sfida di San Siro Guardiola tiene fuori Aguero e punta su un 4-3-3 tutta qualità, che significa qualsiasi modulo che preveda dei giocatori del Manchester City in campo, mentre Gasperini sceglie di lasciare in panchina Muriel e si aggrappa a Ilicic falso nove, Pasalic falso undici e la matematica falsa speranza.

L’Atalanta va subito in svantaggio, ma ha il merito di non scomporsi essendo ormai abituatissima a essere in svantaggio in Champions, e continua a macinare il suo gioco basato sul pregare che le combinazioni tra De Bruyne, Sterling, Silva e Jesus non vadano a buon fine per qualche motivo.

La difesa regge in qualche modo fino al minuto 43, quando l’arbitro assegna un rigore per un fallo di mano di Ilicic, che quindi potrebbe andare alla Juve come vice De Ligt. Sul dischetto si presenta Gabriel Jesus, che però si rifiuta di segnare con un tiro non preceduto da almeno venti passaggi.

Nel secondo tempo l’Atalanta entra in campo con un altro piglio e trova subito il gol con Pasalic, che può esultare dopo essersi accertato di aver segnato stavolta nella porta giusta. All’ottantesimo Claudio Bravo, che aveva sostituito Ederson, stende Ilicic lanciato a rete e viene espulso. In porta va dunque un giocatore di movimento, ma il City non si scompone, essendo la naturale evoluzione del gioco di Guardiola, e l’Atalanta non riesce a trovare il vantaggio.

Gli uomini di Gasperini restano comunque in corsa, ma per giocare la Champions anche nel 2020 non basterà vincere, bisognerà guardare ai risultati delle altre, in particolare Roma, Lazio e Napoli.

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