Road to Istanbul #11, Inter-Borussia Dortmund

L’Inter affronta il Borussia Dortmund con la determinazione di chi vuole evitare un altro cazziatone di Conte negli spogliatoi. Il tecnico deve rinunciare a Sensi, ma per il resto può schierare la migliore formazione e Asamoah. Favre deve invece rinunciare sia a Paco Alcacer che a Reus, ma trova comunque il modo di non schierare Mario Götze.

L’Inter è ben messa in campo: difesa attenta, ripartenze veloci, Handanovic prontissimo sulle cazzate di Gagliardini. Al ventiduesimo De Vrij trova Lautaro che infila Bürki prima e gli addetti al Var poi. Il Borussia prova a reagire ma non trova spazi; allora Favre prova a invertire gli esterni, mossa tipica degli allenatori che non sanno che cazzo fare.

La partita è dura: Lautaro va a terra dopo uno scontro e De Vrij lamenta un fastidio; ma entrambi tengono duro e rimangono in campo, tanta è la paura che possa subentrare Lazaro. Nel recupero Handanovic è bravo a respingere la conclusione del giovanissimo Sancho, a cui ha lasciato provare almeno un tiro perché faceva i capricci.

Nella ripresa parte forte l’Inter, che per stare tranquilla vuole segnarne almeno cinque. Col passare dei minuti però sale la pressione dei renani, che ci credono perché hanno visto scaldarsi Bastoni. Conte corre ai ripari inserendo Esposito, così da evitare ogni possibile fastidiosa retorica sulla bravura del più giovane in campo.

L’Inter però è brava a rallentare il ritmo ben prima dell’ingresso di Borja Valero. Negli ultimi minuti Lautaro fallisce un rigore e i tifosi temono la beffa a causa dell’abitudine; ma all’ottantanovesimo Candreva trova il raddoppio sfruttando la sua arma migliore: l’alternativa al cross.

Con una prova convincente l’Inter batte il Borussia Dortmund e riapre il discorso qualificazione che sembrava compromesso dopo il sorteggio del girone.

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