STORIA DEL CALCIOMERCATO

Il calciomercato non finisce mai. Ma vi siete chiesti come è iniziato? Ripercorriamo la sua storia, dal baratto alle plusvalenze fittizie.

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1) Il primo passaggio di un giocatore di calcio da una squadra a un’altra del nostro campionato risale al 1912, stagione già passata alla storia per il primo passaggio della palla da un giocatore all’altro della stessa squadra.

2) Il primo giocatore trasferito, Emilio Santamaria, viene strappato alla Doria dal Genoa per 1500 lire. Al termine di una complessa trattativa partita da ventimila miliardi.

3) I trasferimenti da una squadra all’altra spesso non venivano neanche citati dai giornali. Si aspettava la prima partita del campionato e si chiedeva l’autografo a quello con la maglia più pulita.

4) Nel 1923 la Juventus prende il terzino Rosetta, svincolatorsi dalla Pro Vercelli, e vince le prime sei partite; le altre squadre di Lega si ribellano costringendo i bianconeri a ritirarsi dal campionato. Dimostrando che nella storia di un cattivo c’è sempre un trauma infantile.

5) L’anno successivo il calciatore viene regolarizzato con un versamento di 45.000 lire alla Pro Vercelli e uno stipendio, elevatissimo per allora, di 6.000 lire al mese. “Rientreremo con i diritti dei cinegiornali”.

6) Nei tardi anni Venti il mercato è intasato dagli oriundi, e nasce la figura del mediatore: l’uomo che osserva i talenti argentini, uruguayani e brasiliani, li carica su una nave e poi scappa col malloppo cambiando identità dopo averli venduti alla Roma.

7) Nel 1940 l’Inter cede il campione del mondo Meazza al Milan a titolo gratuito per contribuire allo sviluppo del calcio in città. Anticipando di più di mezzo secolo quanto fatto da Moratti con Pirlo e Seedorf.

8) Durante la campagna d’Albania alcuni giocatori locali vengono trasferiti nel campionato italiano e uno di loro, Kriezu, trascina la Roma verso lo scudetto. Vedi che poi alla fine non è stata del tutto inutile, la seconda guerra mondiale.

9) Nel dopoguerra il paese comincia ad arricchirsi e così fa il calcio; gli stipendi dei calciatori aumentano vertiginosamente e i più forti riescono addirittura a permettersi un pallone tutto loro.

10) Il vero e proprio calciomercato fu fondato solo negli anni ’50 per iniziativa dello stravagante principe palermitano Raimondo Lanza di Trabia. Che si chiuse in una stanza con tre specchi e, dopo furibonde contrattazioni, concesse a Lanza di detenere metà del cartellino di Trabia e solo a quel punto di prestarlo a Raimondo.

11) L’intuizione del principe Lanza fu di riunire tutti i presidenti all’hotel Gallia e farli discutere per giorni dei trasferimenti, in modo da poter andare tranquillamente a trovare le loro mogli.

12) Il principe Lanza riceveva i colleghi indossando le sole mutande. Un po’ come Manenti oggi.

13) Nasce allora la tradizione che le trattative del calciomercato si concludano a mezzanotte. Cioè appena prima che le limousine di tutti i presidenti si trasformino in zucche.

14) Nel 1953 il presidente del Napoli Achille Lauro compra il portiere Bugatti dalla SPAL per la cifra record di 55 milioni, la scrive sul retro di un pacchetto di sigarette, la sigla con uno scarabocchio. Il presidente della SPAL, il giorno dopo, consegna il pacchetto allo sportello della Banca di Palermo e ritira regolarmente il contante. L’invenzione del distributore automatico di sigarette è a un passo.

15) Il primo vero e proprio agente della storia del calcio italiano è un allenatore. Si chiama Giuseppe Ferruccio Viani, soprannominato “Gipo” in modo che ai presidenti costasse meno insultarlo per telegramma.

16) Viani è talmente abile e spregiudicato che ha una rete di osservatori che seguono tutte le squadre del campionato e rispondono solo a lui; firma opzioni milionarie per bloccare i talenti a campionato ancora aperto e bruciare la concorrenza; trucca i documenti di trasferimento retrodatandoli per non incorrere in sanzioni. Una buona metà dell’intero mercato del calcio italiano è nelle mani di un singolo agente. Ma erano altri tempi.

17) Nel 1970 il calciomercato si trasferisce dal Gallia all’Hilton. Ed è il colpo più interessante di quell’anno.

18) Gli anni Settanta sono segnati dai grandi colpi di Italo Allodi, dirigente sportivo passato dall’Inter alla Juventus. La sua astuzia è leggendaria: mentre a Milano paralizza il mercato con trattative eterne e pretestuose su giocatori piccoli o medi, Boniperti chiude i colpacci a Torino; cede giocatori finiti ma di grandissimo prestigio in cambio di giovani apparentemente acerbi che poi si riveleranno superstar; riporta Bettega in bianconero insieme a Causio; impone ai suoi eredi di finanziare la scrittura del punto 18 di questo elenco.

19) In quel periodo i calciatori si associano per chiedere agli agenti di ridurre le loro provvigioni, che all’epoca ammontano al 5%. Presto però si trova l’accordo: basta pretendere dai presidenti stipendi più alti.

20) Nel 1974 il primo giocatore della storia del calcio italiano ceduto per più di un miliardo di lire. La Juventus prende Tardelli, il Como si costruisce il lago.

21) L’epoca d’oro del calciomercato, delle grandi personalità, dei grandi sotterfugi, delle grandi truffe, finisce a metà degli anni ‘70. Ormai le sale degli alberghi si sono riempite di mediatori coi walkie-talkie, delegazioni che incontrano delegazioni, telex che sputano rotoli di cifre. Niente più litigate furibonde, niente abboccamenti nella notte, i bar restano vuoti se non per i giornalisti di Tuttosport.

22) Con l’aumento vertiginoso dei cartellini e la tecnicalizzazione delle trattative, il decennio successivo diventa quello dei miliardi e degli stranieri: Platini, Zico, Falcao, Schillaci.

23) Sul finire degli anni Ottanta emerge la figura di Berlusconi, che grazie anche alla sua abilità sul mercato ottiene negli anni grandi successi tra cui otto Scudetti, cinque coppe dei Campioni, la caduta del secondo governo Prodi.

24) Nel 1995 nascono i cosiddetti parametri zero grazie alla sentenza Bosman. O, come la chiamano a Milano, lodo Galliani.

25) Del calciomercato dal 2000 in poi sappiamo tutti ben di più. E comunque abbiamo firmato un accordo con Mino Raiola per cui ogni punto oltre il venticinquesimo ci costerebbe trecentomila euro.

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