Il Tour de France 2019

 

IL TOUR DE FRANCE

Quella che sta per partire è la 106esima edizione di una delle manifestazioni sportive che generano più entusiasmo, insieme a Wimbledon, i Mondiali di calcio e il precampionato dell’Inter.

Il Tour non può vantare la straordinaria variabilità degli scenari del Giro d’Italia, né la costante presenza di salite dure della Vuelta a Espana, eppure per i partecipanti sa sprigionare un fascino magnetico con le sue gloriose montagne, i suoi spazi aperti, i suoi 2,3 milioni di euro di montepremi totale.

Ripercorrere le edizioni di più di un secolo di Tour è come fare un tuffo nella storia del ciclismo: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain, ̶L̶a̶n̶c̶e̶ ̶A̶r̶m̶s̶t̶r̶o̶n̶g̶.

Pochi, ma densi di significato, i trionfi azzurri: basti pensare alla storica vittoria di Gino Bartali del 1948, che leggenda vuole contribuì a dissipare la crisi politica e sociale italiana, al punto che qualcuno avrebbe voluto iscriverlo anche quest’anno.

In anni recenti l’albo d’oro ha subito molte modifiche a posteriori a causa di un gran numero di squalifiche, cosa che ha minato gravemente la credibilità della gara stessa, al punto che fuoriclasse come Alberto Contador hanno cominciato a farsi squalificare anche al Giro d’Italia.

Ora per fortuna la situazione sembra tornata alla normalità, con le vittorie britanniche degli ultimi anni che hanno riacceso l’entusiasmo del pubblico francese, desideroso di poter odiare di nuovo qualcuno con tanta passione.

 

LE MAGLIE

Diverse le teorie sulla nascita della maglia gialla: probabilmente prese il colore del giornale che organizzava la corsa, ma secondo alcune fonti serviva per ricordare ai ciclisti di che colore doveva essere l’urina per non essere squalificati.

Il miglior scalatore indossa la maglia a pois, sponsorizzata da Carrefour, e in base al numero di punti conquistati può scegliere uno dei premi dal catalogo.

La maglia verde premia il leader della classifica a punti, stilata considerando quelli ottenuti negli arrivi di tappa, negli sprint intermedi e nelle di cadute in gruppo.

Anche al Tour il miglior giovane veste una maglia bianca; la differenza col Giro d’Italia è che alla fine delle tre settimane lo assumono.

 

IL PERCORSO

In quest’estate bollente il Tour de France si preannuncia come uno dei più duri degli ultimi anni. Soprattutto se avete un divano in pelle.

Il percorso conta sei tappe in pianura, otto collinari o di media montagna, cinque arrivi in salita e due cronometro; alla fine vince l’ultimo corridore a far cadere la baguette.

Si parte da Bruxelles e si arriva a Parigi, dopo aver ignorato ancora una volta il sud Italia.

Come tradizione, il Tour concentra le montagne nella seconda metà del percorso, in modo che possiate andare in ferie fino a metà luglio senza perdervi nulla.

Non mancheranno alcune tra le asperità che hanno fatto la storia della grande boucle: il Tourmalet, il Galibier, l’Izoard, l’interminabile Val Thorens, la tremenda Plance de Belle Filles, il massacrante trasferimento a Parigi.

 

I PROTAGONISTI

Chris Froome, già vincitore di quattro Tour, si è rotto durante un sopralluogo al Delfinato, andando a sbattere contro un muretto mentre si soffiava il naso. Il ruolo di favorito è passato al suo compagno di squadra alla Ineos – nonché campione in carica – Geraint Thomas, che da settimane per evitare problemi non si pulisce nemmeno le orecchie.

A dar filo da torcere al britannico potrebbe essere il compagno di squadra Egan Bernal, che ha vinto il recente Giro di Svizzera davanti all’australiano Dennis, che nell’arco delle nove tappe ha raccolto due mozziconi in meno.

Buone possibilità anche per Adam Yates, quarto nel 2016, che alla Mitchelton-Scott avrà a disposizione il fratello gemello Simon, che gli porterà la bicicletta di riserva. Occhi puntati anche sul danese Jakob Fuglsang, che a trentaquattro anni sta vivendo la miglior stagione in carriera: il portacolori dell’Astana ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi, si è imposto al Delfinato e sabato ha messo incinta una barista facendole l’occhiolino.

Thibaut Pinot e Romain Bardet proveranno a riportare la Francia sul gradino più alto del podio a trentaquattro anni dall’ultimo successo di Hinault, in un’edizione che vedeva tra i favoriti Nairo Quintana. Proprio il colombiano e l’australiano Richie Porte sono altri due corridori da tenere a mente nel caso vogliate fare una buona impressione col vostro capo appassionato di ciclismo.

Le speranze italiane sono tutte riposte in tre nomi: Vincenzo Nibali, perché possa ancora dimostrare il suo enorme talento; Fabio Aru, perché possa finalmente fare il salto di qualità che merita; Auro Bulbarelli, perché mandi in Francia due commentatori decenti.

Da non perdere infine la lotta per la maglia verde: fuoriclasse come lo slovacco Peter Sagan, tre volte campione del mondo, il francese Julian Alaphilippe, recente vincitore della Milano-Sanremo, e il belga Greg Van Avermaet, campione olimpico nel 2016, garantiranno spettacolo ogni giorno – un po’ come Pistocchi e Mazzocchi su twitter.

La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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