7 domande sul calcio a…Sandro Sabatini

Abbiamo incontrato Sandro Sabatini e gli abbiamo fatto 7 domande sul giornalismo sportivo, su Guardiola e su altre cose che sono un miraggio per il calcio italiano.
 
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1) Parlare di calcio sui social senza essere insultati sembra ormai impossibile. La trovi una cosa anormale e fastidiosa o preferisci che terminiamo questa domanda con riferimenti poco lusinghieri sulle ultime tre-quattro generazioni della tua famiglia?
 
«No, tranquilli. Appena leggo i commenti, mi pento immediatamente di aver scritto qualsiasi cosa. In pratica, mi “autoinsulto” tutte le volte che produco un tweet o un post. Così non sono una voce fuori dal coro. Non sciupo la media, ecco.»
 
2) Sempre parlando di social, negli ultimi anni la corsa agli scoop veri o presunti è diventata un fenomeno sgradevole. Non trovi patetico che degli sconosciuti su internet si atteggino a giornalisti sportivi senza averne i requisiti fondamentali, tipo un programma tv con uno studio pieno di strafighe in minigonna?
 
«Ehi, ma per far colpo a una platea di “strafighe in minigonna” (cit) la devi sparare grossa, no? Guardate, io sono di quelli che conta più vincere che giocar bene. Che, tradotto sul web, significa: conta più se vai a segno con la platea di cui sopra, piuttosto che se scrivi un minuto prima di un panchinaro del Chievo trasferito con il diritto di “recompra”. Che poi… Voi avete mica capito cos’è esattamente ‘sta recompra?»
 
3) Il livello degli allenatori in Serie A crescerà ancora il prossimo anno, non soltanto perché non ci sarà Filippo Inzaghi ma anche per i ritorni di Conte e Sarri e l’arrivo di Fonseca. Pensi che finirà il dominio della Juventus o fra tre anni ci troveremo con la polemica sulla quarta stella?
 
«Ma le polemiche sulla quarta stella almeno manderanno in prescrizione (ops) quelle sulla terza stella? Ok, sto facendo troppe domande e qui devo dare solo risposte. Allora, su Conte penso che sarà veramente interista quando Zhang imparerà a pronunciare “agghiaggiande”. Su Sarri dico che voleva prendersi il Palazzo e invece s’è accontentato dell’appartamento (di Allegri).»
 
4) Hai lavorato per Tuttosport per poi passare all’Inter, hai lavorato a SKY per poi andare a Mediaset. È vero che tua moglie fa di tutto per nasconderti l’identità della sua peggior nemica?
 
«No, ma è inutile che tentate di bloccarmi il contatto con Gli Autogol: la prossima intervista la faccio con loro.»
 
5) Nel mondo di giornalisti e tifosi si passa dalla disperazione all’euforia in un attimo. Dopo il flop di Ventura, non ti sembra ci sia un’eccessiva esaltazione della Nazionale futura campione d’Europa di Mancini?
 
«Esaltazione? Ma va! Anzi: il contrario. Troppe critiche. Troppe. Per esempio, leggo ancora che Verratti è basso anziché uno spilungone, che Donnarumma ha comprato il diploma invece insegna a Oxford. E tante altre falsità. »
 
6) Tu segui molto il calciomercato, un settore dove girano molte false notizie e dove i tifosi spesso vengono illusi con promesse irrealizzabili. Hai mai pensato di sfruttare questa tua esperienza per dedicarti alla politica?
 
«Sì. Infatti penso a una legge per lo scudetto di cittadinanza. E, almeno d’inverno, un decreto per consentire a tutte le squadre di giocare con la felpa, anziché le magliette.»
 
7) Ormai il calciomercato sembra diventato una gara a chi la spara più grossa per fare leggere siti e giornali e questo è inaccettabile. Quindi per concludere ti chiediamo: ti inventeresti un colpo clamoroso in modo che la gente legga questa intervista?
 
«Guardiola alla Juve!»
La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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