7 domande sulla Fiorentina a Federico Russo

Abbiamo fatto a Federico Russo 7 domande sulla Fiorentina e sulla sua carriera, dall’imitazione di Adani a QCC, all’imitazione di un presentatore all’Eurovision Song Contest.

1) In queste settimane sta spopolando la tua imitazione di Lele Adani. Secondo te il suo personaggio è un po’ “costruito” oppure è vera la voce secondo cui passa nottate intere su YouPorn a rivedere i gol di Schiaffino e Ghiggia nella finale dei Mondiali del 1950?

«Tutto vero. Addirittura non tutti sanno che, sotto casa, Lele ha un’edicola anni 90 aperta tutta la notte, e, dietro una tendina magica e losca dell’edicola, c’è una collezione infinita di videocassette con i tackle più belli della storia della Copa Libertadores. Ci passa ore e ore, “è un approccio diferente lo capisci o no?”»

2) In molti definiscono Federico Chiesa il futuro dell’Italia. Non trovi quindi particolarmente azzeccato che sia spesso a terra?

«Purtroppo è uno spiacevole malinteso. A Federico sono stati impiantati nelle scarpe, nella divisa e sotto pelle dei magneti speciali che lo fissano a terra per paura che prenda il via e parta, che so io, verso la Juve, l’Inter, il Liverpool, l’Arsenal, lo United, il Barcellona, il Tottenham, il Bayern, il River Plate ecc. Sono misure normalissime che la società Fiorentina è costretta a prendere per tutelare i propri campioni visto l’andazzo del mercato degli ultimi anni. Niente di strano. Ma il ragazzo non c’entra, è innocente.»

3) Un paio di estati fa i giocatori fingevano malanni pur di andare via dalla Fiorentina. Questa cosa ti ha dato fastidio o preferisci non rispondere consegnandoci un certificato medico che dice che soffri da “Dissenteria da intervista”?

«Il problema non erano tanto i malanni per andarsene, quanto quelli accusati appena arrivati (scrisse asciugandosi una lacrima scesa sul volto, mentre lo sguardo si posò sulla foto di Mario Gomez, la cornice d’argento come un parente, ben pettinato e sorridente sul comodino di camera sua).»

4) Hai condotto più volte l’Eurofestival, una sorta di Champions League della canzone. È vero che hai accettato perché eri sicuro non potesse vincere uno juventino?

«Impossibile. Gli juventini sono rappresentati ovunque, anche fra i concorrenti dell’Eurovision, Cipro, Lettonia, Gibilterra, San Marino, Bielorussia, Slovacchia, Finlandia, per fare degli esempi, sono tifosi accaniti della Juve. Piuttosto, dato che tifo per una squadra che non partecipa alla Champions all’incirca da quando all’Eurovision vinceva una sedicenne Gigliola Cinquetti, anche quest’anno cercherò la mia rivincita a Tel Aviv il 18 Maggio grazie a Mahmood.»

5) A Quelli che il calcio fai un lavoro che è il sogno di molti, commentare le partite in un pub. Il prossimo passo quale sarà, un programma sugli addii al celibato direttamente dagli strip club?

«Sto collaudando un po’ di format molto interessanti. Una gara di massaggi in riva al mare della Thailandia, un reality in cui tre chef stellati vivono incatenati 24 ore su 24 nella mia cucina, un altro che si chiama “Riusciresti a spendere 5 milioni di euro in una settimana?”. Tutti progetti stimolanti, certo, ma poi correrei comunque al pub a vedere le partite.»

6) Spesso è un evento preciso a caratterizzare la fine della gioia e della spensieratezza dell’infanzia. Si può dire che la tua sia finita con la cessione di Baggio alla Juventus?

«Ho versato molte lacrime in quell’estate del 1990, mentre staccavo il poster del mio idolo dall’armadio della mia cameretta. Fortunatamente il mio cuore noveenne era già allenato al dolore, avendo già a stento sopportato negli anni le partenze di Berti, Diaz, Carobbi e Contratto. Altri dolori di mercato arrivarono poi, in seguito alla cessione di Baggio, tanto che oggi mi insospettisco se qualcuno resta più di sei mesi.»

7) Oltre al già citato Baggio, la Fiorentina è famosa per aver avuto grandi numeri 10 come Antognoni e Rui Costa. Pensi ci sarà mai un altro giocatore degno di indossare quella maglia o la tradizione è stata definitivamente distrutta da Eysseric?

«Dimentichi Maiellaro e Massimo Orlando. Sono ottimista, anche perché so per certo che Eysseric o come si scrive indossasse la 10 in omaggio al numero di palloni toccati. È molto scaramantico il ragazzo.»

La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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