Road to Kiev #5

ROMA-QARABAG

Serata delle grandi occasioni per i giallorossi che con una vittoria contro il Qarabag possono accedere agli ottavi di Champions, un risultato talmente insperato che ad agosto veniva chiamato “Stadio della Roma”.

Malgrado l’importanza del match, i giocatori giallorossi sembrano approcciarsi alla partita con la tensione di chi sa che conquistare il turno successivo significa essere ceduto a giugno.

Il primo tempo si conclude con uno scialbo 0-0, così i tifosi si dividono tra chi ha paura di non farcela e chi invece è certo di prendere l’inculata.

All’avvio di ripresa, su imbeccata di Strootman, Dzeko si esibisce nel numero che ha caratterizzato il suo autunno 2017: calciare il pallone come fosse una sacco dell’umido. Il portiere azero respinge e sul tap-in Perotti insacca con l’espressione tipica di chi non sa cosa significhi “tap-in”.

La partita si conclude con le buone notizie da Londra e la parata scaccia fantasmi di Alisson su colpo di testa di Vavra.

Per la seconda volta nella sua storia la Roma parteciperà a un sorteggio degli ottavi con la consapevolezza che beccare una big sarà difficile, almeno quanto passare il turno contro una outsider.

OLYMPIACOS-JUVENTUS

La Juventus si presenta ad Atene con assenze importanti: per lo scontro decisivo mancano infatti Buffon e Chiellini per gli anziani, Howedes per gli stranieri.

I bianconeri si trovano il vantaggio dopo un quarto d’ora con Cuadrado che finalizza un bell’assist di Alex Sandro, abile a fingersi morto nei tre mesi precedenti.

Tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo Szczesny salva la Juve da uno dei consueti cali di tensione, di quelli che portano di solito Allegri al famoso lancio del cappotto in pieno inverno e alle meno note nottate successive sul water.

Durante tutta la partita, Dybala sembra a lungo spaesato e con la testa altrove, come se avesse qualcosa di importante da giocare a giugno.

Intanto il Barcellona va in vantaggio contro lo Sporting Lisbona e Bernardeschi è abilissimo a realizzare il raddoppio appena non serve più a nulla.

La Juventus passa dunque il turno come seconda del girone e prima tra quelle che pregano di incontrare il Besiktas.

FEYENOORD-NAPOLI

Il Napoli si presenta alla partita decisiva senza Lorenzo Insigne, pedina così fondamentale per Sarri che i suoi collaboratori hanno dovuto insistere per convincerlo a non schierare solo 10 giocatori.

Ed è proprio il suo sostituto, Zielinski, a portare subito in vantaggio gli azzurri, sorprendendo la difesa olandese con una giocata che non si aspettava da un esterno sinistro del Napoli: un tiro dritto.

Le attenzioni si rivolgono presto all’Ucraina, dove ci si augura una grande prestazione del City, ma si capisce presto che l’unica speranza è l’invasione dell’esercito russo.

I minuti centrali del primo tempo sono tremendi per i tifosi partenopei: lo Shakhtar segna due gol, il Feyenoord pareggia e Higuain trova 100 euro in una vecchia giacca.

Nella ripresa cambia poco e si capisce che è tutto finito quando Sarri fa entrare Ounas e Guardiola il capitano dei pulcini del City.

Termina con la terza sconfitta in trasferta l’avventura in Champions del Napoli, che ora a un punto dall’Inter e con un punto di vantaggio sulla Juventus potrà concentrarsi su una competizione che può davvero vincere: l’Europa League.

(immagine: https://http://news.sport.itthon.ma/)

La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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