Road to Kiev #4

NAPOLI-SHAKHTAR DONETSK

Il Napoli si gioca la qualificazione agli ottavi in un San Paolo semivuoto perché i suoi tifosi avevano paura ci fosse ancora il Milan da sabato scorso.

Nel primo tempo la squadra di Sarri ha faticato specialmente sulle fasce, dove hanno pesato l’assenza di Ghoulam e la presenza di Maggio.

Il Napoli è andato in vantaggio al 55esimo con un goal di Insigne, dopo il quale lo Shakhtar è stato letteralmente travolto dalle battute su Ventura.

Fra la rete del classe ‘91 e quella del 3-0 di Mertens è arrivato anche il bellissimo goal di Zielinski, motivatissimo nel dimostrare che nei partenopei possono segnare anche quelli più alti di 1 metro e 70.

Ora per andare avanti in Champions, il Napoli deve sperare in un favore del Manchester City: il prestito di 5 o 6 giocatori.

ATLETICO MADRID-ROMA

Al Wanda Metropolitano, Di Francesco opta per il solito turnover massivo con una interessante novità: per questo match lascia fuori Di Francesco. L’ingresso di El Shaarawy infatti risulterà così tardivo da rafforzare la candidatura dell’allenatore giallorosso per la panchina della Nazionale.

Nel primo tempo, entrambe le squadre giocano un pressing molto alto ed entrambe le difese sono attente a far capitare i palloni più pericolosi sui piedi di Gerson.

Nella seconda frazione l’allenatore ad avere le idee più chiare è Simeone che da subito minaccia di morte i suoi con maggiore decisione.

Il forcing dell’Atletico sfocia in un’azione dall’alto tasso tecnico conclusa da una grandiosa rovesciata di Griezmann che approfitta della prima palla ricevuta in stagione senza intorno difensori del Qarabag.

La partita passa agli annali come la miglior prestazione in giallorosso di Bruno Peres che sul finale lascia i suoi in 10 a prendere il secondo gol quando ormai non c’è più molto da fare: ha un quadriennale.

La Roma conserva la certezza di qualificarsi agli ottavi con una vittoria nel prossimo match, facendo attenzione a un avversario infido che in passato le ha causato diversi problemi: “il destino nelle proprie mani”.

JUVENTUS-BARCELLONA

Per frenare le giocate di Messi, Allegri decide di schierare un difensore in più, Valverde risponde lasciandolo in panchina, in modo da averlo fresco per sfide più impegnative, come la partitella dell’allenamento del giorno dopo.

Per lunghi tratti della prima frazione, Dybala sembra confermare i paragoni con la pulce argentina: entrambi sono fuori dalla partita.

Il primo tempo è comunque piuttosto equilibrato e la Juve dimostra di potersela giocare con tutti in Europa, a patto che tengano fuori i loro uomini migliori.

Nella ripresa Allegri cerca di compattare la squadra, finendo con 3 difensori e 4 centrocampisti centrali, al punto che in certi momenti il giocatore più esterno della squadra è Buffon.

Finisce 0-0 e dopo la sfida con la Sampdoria di domenica la Juventus conferma di saper svolgere sia la fase offensiva che quella difensiva, ma non nella stessa partita.

Ora per qualificarsi i bianconeri devono sperare che lo Sporting non vinca a Barcellona, ma gli basta anche solo battere l’Olympiacos, quindi hanno ottime possibilità: il Barcellona è davvero forte.

(immagine: https://http://news.sport.itthon.ma/)

La redazione di Unfair Play, contro lo sport più ostinato.
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