MotoGP 2017 – Le pagelle

Nonostante ormai il nome del vincitore del mondiale MotoGP sia prevedibile quanto un urlo scomposto di Guido Meda in telecronaca, anche quest’anno ci teniamo a dare i voti ai piloti più forti del 2017. E, perché no, anche a Iannone.

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MARC MARQUEZ – HONDA HRC REPSOL – 10

Se c’è qualcuno in grado di conquistare davvero dieci mondiali, quello è lui. Anche perché non si vedono in giro altri piloti in grado di batterlo, oppure di rallentarlo apposta per favorire qualcun altro.

Dopo aver vinto imitando Valentino nel corpo a corpo, poi Lorenzo nelle gare in solitaria, ora è toccato pure a Dovizioso facendo il ragioniere: a questo punto l’unica speranza è che provi ad imitare anche Stoner, ritirandosi.

ANDREA DOVIZIOSO – DUCATI TEAM – 9,5

Dopo l’arrivo di Lorenzo in squadra, se ci avessero detto che una Ducati sarebbe arrivata seconda nel mondiale, tutti avremmo pensato la stessa cosa: danno una Pramac a Stoner. 

Invece il Dovi si è davvero superato, ma come successo a Valentino Rossi due anni fa ha dovuto cedere all’ultima gara contro uno spagnolo. La buona notizia è che stavolta non dovrebbero romperci le palle con questa storia per tutto l’inverno.

VALENTINO ROSSI – YAMAHA RACING MOVISTAR – 7

È difficile dire se su questa brutta annata abbia pesato di più una Yamaha non al meglio, gli infortuni durante gli allenamenti, oppure il fastidio provocato dal catetere sotto la tuta.

Bisogna comunque ammettere che non si vedeva qualcuno di quell’età in grado di reggere così bene i ritmi di giovani ventenni dai tempi delle feste a Villa Certosa.

MAVERICK VIÑALES RUIZ – YAMAHA RACING MOVISTAR – 6.5

Ha iniziato dominando gli avversari, poi col cambio moto è entrato in crisi e non è più riuscito a tornare alla vittoria. Praticamente il suo campionato è una sintesi della carriera di Valentino Rossi.

Per raggiungere il livello di Marquez dovrà lavorare ancora duramente, soprattutto per convincere la Yamaha a non modificare il telaio mentre lui è in testa al mondiale.

DANIEL PEDROSA – HONDA HRC REPSOL – 6

Dopo sedici anni di motomondiale è passato talmente di moda che ormai gli unici a riconoscerlo e a chiedergli un autografo sono gli addetti alla clinica mobile.

La differenza di rendimento con Marquez ha minato la sua autostima, tanto che Livio Suppo ha dovuto tranquillizzarlo confermandogli che fra i suoi contatti lui è sempre fra i primi: l’ha memorizzato alla voce “Altro Pilota”.

JORGE LORENZO – DUCATI TEAM – 5

Aveva promesso di riportare la Ducati al vertice della motoGP e ci è effettivamente riuscito. Il prossimo step sarà farlo mentre la guida lui.

Nel paddock si dice che si sia davvero commosso dopo che il suo compagno di scuderia ha perso il mondiale all’ultima gara: troppi ricordi.

ANDREA IANNONE – SUZUKI ECSTAR – 4

Ad inizio stagione c’era la consapevolezza che il telaio della casa di Hamamatsu gli avrebbe permesso di abbattere gli altri piloti con molta più agilità rispetto allo scorso anno, ma nessuno immaginava che il problema sarebbe diventato raggiungerli.

Peccato perché tutti speravamo di vedere da lui qualcosa di meglio, purtroppo però non c’è stato davvero modo di convincere Belen a fare un nuovo filmato.

(immagine: http://www.motogp.com/)

Alla domanda su chi ha ispirato maggiormente la sua giovinezza risponde con Michael Jordan, Wayne Rainey e Gilles Villeneuve, ma solo perché Moana ci ha lasciato troppo presto. Nel 2008 ottenne il giro veloce sul circuito Ikea in 4’ e 32’’, sostenuto dagli applausi scroscianti dei presenti e dagli insulti della moglie.
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