Corsa per l’Europa

LA CORSA AL SECONDO POSTO

ROMA (75 punti)
PERCHÉ SÌ

La squadra è in un ottimo momento di forma, come ha dimostrato battendo perfino il maestro Zeman. Il pareggio del Napoli col Sassuolo le ha restituito 4 punti di vantaggio e la convinzione che tutti in fondo sappiano che il secondo posto è suo di diritto.
PERCHÉ NO
Il gesto di Dzeko dopo la sostituzione dimostra che in squadra c’è un po’ di nervosismo, ma soprattutto c’è il rischio che per punirlo Spalletti voglia schierare Totti. I giallorossi inoltre hanno un calendario piuttosto difficile, al punto che preferirebbero quello della Ferilli di oggi.

NAPOLI (71 punti)
PERCHÉ SÌ

Il potenziale offensivo dei partenopei è tale che potrebbe portare alla squadra 18 punti nelle ultime 5 partite. Da qui alla fine poi la squadra di Sarri dovrà incontrare solo squadre che non hanno niente da chiedere al campionato, come Cagliari e Sampdoria, o impegnate a fallire gli ultimi obiettivi, come l’Inter.
PERCHÉ NO
Il pareggio di Reggio Emilia ha creato un gap difficile da colmare, soprattutto se non si gioca all’ora giusta, col campo in perfette condizioni e la corretta percentuale di umidità nell’aria. Il tardivo rinnovo di Mertens inoltre potrebbe ripercuotersi sulla serenità dell’ambiente, soprattutto finché Insigne non si toglie quella maglia con scritto 2022.

LA CORSA ALL’EUROPA LEAGUE

LAZIO (64 punti)
PERCHÉ SÌ

La squadra allenata da Inzaghi sta dimostrando di avere tutto quello che serve per andare in Europa: un solido impianto di gioco, validi terminali offensivi e soprattutto il fatto che quell’Inzaghi non è Filippo. L’entusiasmo dell’ambiente è alle stelle, anche grazie al fatto di essersi qualificati per una finale contro la Juventus.
PERCHÉ NO
Nella prossima giornata si giocherà il derby, la cui importanza a Roma è tale che in caso di sconfitta la Lazio potrebbe deprimersi e abbandonare il campionato. La difesa presenta qualche problema, tanto che piuttosto che farsi proteggere da Hoedt e Wallace quest’anno Marchetti si sta fingendo morto.

ATALANTA (63 punti)
PERCHÉ SÌ

L’Atalanta sta facendo un’annata al dì là delle più rosee aspettative, avendo già venduto due giocatori prima della fine della stagione. Caldara, Conti e Gomez sono così prolifici che come centravanti Gasperini può permettersi di schierare Petagna.
PERCHÉ NO
La squadra potrebbe pagare l’inesperienza nel lottare per traguardi così ambiziosi, tanto che Gasperini sta cercando di convincere i giocatori che la quota salvezza quest’anno è a 75 punti.

MILAN (58 punti)
PERCHÉ SÌ

La fine della vicenda closing ha permesso finalmente alla squadra di concentrarsi solo sul campo, ottenendo addirittura un punto in due partite. Deulofeu ha dimostrato di essere essere un ottimo giocatore: è bastato ricordare di non essere di proprietà del Milan.
PERCHÉ NO
La squadra è in un momento difficile, come dimostrano il pareggio di Pescara, la sconfitta con l’Empoli e l’aver pareggiato il derby grazie a Zapata. L’addio di Berlusconi e l’avvento della proprietà cinese potrebbero avere ripercussioni sui giocatori, che ormai passano il tempo a controllare se i bonifici arrivano ancora puntuali.

INTER (56 punti)
PERCHÉ SÌ

A questo punto i calciatori dovrebbero essersi definitivamente dimenticati gli schemi di De Boer. Icardi e Perisic si stanno confermando a grandissimi livelli, costantemente alla disperata ricerca di un contratto con un’altra squadra per la prossima stagione.
PERCHÉ NO
A questo punto i calciatori dovrebbero aver definitivamente imparato gli schemi di Pioli. Alcuni giocatori stanno vivendo un’involuzione preoccupante, come “epic fail Brozovic” e Murillo, che a questo punto sarebbe addirittura il vice Ranocchia, se non fosse andato in Inghilterra.

FIORENTINA (55 punti)
PERCHÉ SÌ

La vittoria con l’Inter ha ridato grande entusiasmo alla squadra, subito smorzato dal tono della voce di Sousa nel discorso post partita. La rosa è piena di giocatori di talento, che possono segnare il goal della bandiera in qualsiasi momento.
PERCHÉ NO
Le voci dell’addio dell’allenatore a fine stagione hanno turbato molti, che temono possano essere solo voci. La difesa ha grandi difficoltà essendo formata spesso da giocatori fuori ruolo come Sanchez e dal fatto che quelli di ruolo hanno il calibro di Astori.

Nasce nel luglio del 1980, provocando il boicottaggio statunitense alle Olimpiadi di Mosca. Appassionato di vari sport, ama soprattutto il bel calcio, ma segue anche il campionato italiano. Ha creato Unfair Play per realizzare quello per cui ha studiato tanti anni: fare altro al posto di lavorare.
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