NBA 2016 PLAYOFFS UNFAIR RANKING

Puntuale come una stagione di merda dei Sixers, ecco il nostro ranking per i playoffs NBA 2016 e i nostri premi stagionali:

 

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1) Golden State Warriors
Favoritissimi. Hanno stabilito un incredibile primato: raggiungere il record assoluto di vittorie in regular season la sera in cui non se li è inculati nessuno perché c’era l’ultima di Kobe Bryant. Curry ormai è un tiratore così letale che in trasferta proverà a segnare tirando dalla linea di centrocampo. Della Oracle Arena. La sfida ai Bulls del ‘96 continua grazie a Draymond Green che è diventato il nuovo amico di Kim Jong Un.

2) San Antonio Spurs
Aldridge ha avuto un po’ di difficoltà a integrarsi, poi ha capito che Leonard non gli parlava perché è proprio così.
Sembrano l’unica squadra in grado di battere Golden State, specialmente a canasta.

3) Cleveland Cavaliers
La sensazione è che James abbia tenuto il freno tirato in regular season e che solo nei playoff inizierà a scaricare le colpe sui compagni come sa.
In ogni caso sarebbe assurdo non indicare come finalista una squadra in cui gioca il Prescelto. Quindi vi ricordiamo che ci gioca anche Richard Jefferson.

4) Los Angeles Clippers
Dopo la telenovela estiva, DeAndre Jordan è sembrato maturato, dimostrando di essere in grado non solo di schiacciare ma anche di segnare da 20 cm. Il fatto di essere nella Western Conference non dà molte speranze di arrivare alle Finals, Griffin continua a non fare il definitivo salto di qualità e il roster continua a sembrare incompleto. Però quanto cazzo è simpatico Steve Ballmer?

5) Oklahoma City Thunder
Hanno la coppia più talentuosa della Lega. No, Waiters e Kanter, non stiamo parlando di voi. Tutto probabilmente dipenderà da Westbrook, che in questa stagione ha messo sia il record di triple doppie che quello di balletti idioti nel pre-partita.

6) Toronto Raptors
Era dai tempi di Vince Carter che in Canada non si vedeva un tale entusiasmo attorno ad una squadra che non vincerà un cazzo. Lowry e DeRozan hanno promesso ai compagni che li porteranno alle Finals. Ora aspettano solo di sapere se preferiscono la seconda fila centrale o la prima laterale.

7) Miami Heat
Squadra temibile, potrebbe riuscire nell’impresa di mettere in difficoltà LeBron James, ricordandogli i bei tempi nei quali arrivava alle finali con la possibilità di vincerle. La sorte degli Heat ai playoffs dipenderà comunque dal ritorno di Bosh: se torna, escono.

8) Atlanta Hawks
A gennaio sembravano pronti a smantellare il nucleo storico per arrivare ad Howard, poi è finito l’effetto dei funghetti. Non hanno ripetuto la stellare regular season dell’anno scorso, ma sembrano pronti a replicarne i playoffs. Difficile che possano arrivare lontano, anche perché Korver non è il tiratore infallibile del 2015, tanto che quando piscia non centra neanche più la tazza.

9) Boston Celtics
I Celtics possono essere la mina vagante nella Eastern Conference, come tutte le squadre del mondo in grado di schierare 5 giocatori. La squadra di Stevens è ostica più del codice crittografato sulla faccia di Marcus Smart. Thomas è ormai diventato una superstar e per raggiungere il livello del suo quasi omonimo gli manca solo un’overdose di sonniferi.

10) Dallas Mavericks
Nessuno ad inizio stagione avrebbe immaginato Dallas ai Playoff, ma sono riusciti ad arrivarci grazie ad un JJ Barea d’annata, al vecchio Nowitzki e al tunisino Mejiri, un curioso caso di jihad applicata al basket. Ora c’è l’impressione che questa squadra, visto il suo mix di esperienza e qualità, possa arrivare in alto. Basta salire in groppa a JaVale McGee.

11) Portland Trail Blazers
Dopo l’addio di Aldridge doveva essere un anno di transizione per provare a ricostruire con una scelta alta al draft. Ma niente, Portland è riuscita a fallire i suoi obiettivi pure quest’anno.

12) Memphis Grizzlies
Quest’anno era l’ultima possibilità per provare a raggiungere le finals, ma la richiesta di essere ammessi al tabellone della Eastern è stata bocciata dalla NBA. Per cercare l’assalto al titolo di Conference, sono stati ingaggiati Barnes e Stephenson. Peccato per il rifiuto di Charles Manson.

13) Charlotte Hornets
Nessuno avrebbe immaginato di vedere ai playoff la squadra di Kemba Walker, Nicolas Batum e Lance Stephenson. Come? Stephenson è stato ceduto a Giugno? Ah scusate, allora si spiega tutto. Charlotte non vince una gara di post-season dal 2002 e quindi gli Hornets sono motivatissimi a perdere la prima serie almeno per 4-1.

14) Houston Rockets
Harden fuori dai playoff sarebbe stato un insulto, ma mai quanto Howard dentro. Parevano ormai estromessi, ma la vittoria contro Sacramento ha reso possibile il miracolo. Ora ne servirebbe un altro contro Golden State per vincerne una al primo turno.

15) Indiana Pacers
A inizio stagione pareva potessero impensierire anche Cleveland, poi a metà stagione hanno avuto un calo che stava impensierendo Larry Bird. Alla fine sono settimi e non impensieriscono nessuno.

16) Detroit Pistons
Sono il motivo principale, oltre alla mancanza di calcio nelle ossa, dell’assenza dei Chicago Bulls nei Play-off. È praticamente certo che usciranno ma ispirano comunque simpatia anche solo a vederli, proprio come i tiri liberi di Drummond.

 

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Come ogni anno, ecco la lista dei premi di Unfair Play, gli unici che Kobe non ha mai voluto vincere:

UROTY (Unfair Rookie of the Year)
D’Angelo Russell (Los Angeles Lakers)
Ha fatto vedere buone cose, non riuscirà a vincere il premio di miglior rookie, però sarà presente ai prossimi Oscar con un documentario su Nick Young.

UDPOTY (Unfair Defensive Player of the Year)
James Harden (Houston Rockets)
Ormai difende così male che è capace di riconoscere un giocatore NBA anche solo dal culo.

USOTY (Unfair Six Man of the Year)
Andrea Bargnani (Brooklin Nets)
L’arrivo a Brooklin doveva segnare il momento della rinascita. E lo è stato per Brook Lopez. Molto meglio nella seconda parte di stagione.

UCOTY (Unfair Coach of the Year)
Fred Hoiberg (Chicago Bulls)
Ha raggiunto l’obiettivo di dare ai Bulls un gioco più offensivo. Nei confronti della pallacanestro. Accusato da Butler di essere troppo soft, ha replicato: “Ma che capperino dici?”

MWP (Most Worsened Player)
Ty Lawson (Houston Rockets/Indiana Pacers)
Si è subito integrato nei Rockets, iniziando a giocare di merda. Ed essendo nel secondo quintetto non poteva nemmeno dare la colpa a Howard. Potrà comunque contribuire all’uscita dei Pacers dai playoffs.

 

E infine il premio più ambito:

 

MUP (Most Unfair Player)
DeMarcus Cousins (Sacramento Kings).
Cifre da Mvp, ma solo la difesa dei Kings è più deserta della sua testa. Ha comunque tantissimo talento, quindi potrà continuare a bruciarsi ancora a lungo.

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