Valentino Rossi

Oggi è il compleanno di Valentino Rossi e visto che nessuno gli ha regalato un mondiale, noi di Unfair Play volevamo rimediare con una breve biografia.

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Nasce ad Urbino il 16 Febbraio del 1979, per la gioia di papà Graziano e un po’ meno di mamma Stefania, che avrebbe patito parecchio il fatto che il piccolo indossasse un casco integrale.
Valentino sale sulla prima moto all’età di due anni e dopo pochi giorni decide di togliere le rotelline, sfinito dalle lamentele di un bambino romano di 10 anni che lo accusava di vincere perché favorito dal mezzo.

Dopo un’esperienza sui Kart e sulle minimoto, passa in Sport Production, per poi esordire nel motomondiale 125 a soli sedici anni, attirato dalla passione per la velocità e dall’incredibile quantità di gnocca nel paddock.
Nel 1997 vince il suo primo mondiale in classe 125 per poi ripetersi due anni dopo in 250 e divertendo i tifosi con alcune trovate goliardiche, fra le quali vogliamo ricordare la residenza a Londra che tanto ha fatto ridere la guardia di Finanza.

Dopo aver dominato le classi inferiori, finalmente nel 2000 passa nella classe 500, finendo battuto solo da uno dei piloti che ha fatto la storia del motomondiale, Kenny Roberts. In che senso Jr.? Ah era il figlio. Vabbè dai, però aveva una moto forte. Ah una Suzuki.
Ok, dicevo, al suo secondo anno però Valentino vince nettamente il primo di tre mondiali in classe regina, dopodiché, stanco di essere accusato dai suoi detrattori di vincere perché avvantaggiato dalla Honda, decide di essere accusato dai suoi detrattori di vincere perché avvantaggiato dalla Yamaha.

Gli anni più bui della sua carriera corrispondono al biennio 2011-2012, durante i quali non vince nessuna gara, nonostante i suoi detrattori lo accusino di essere avvantaggiato dalla Ducati.
Lasciata la casa di Borgo Panigale rientra in Yamaha e dopo un paio di anni di rodaggio, nel 2015 arriva ad un passo dal conquistare il suo decimo titolo e a molto meno dall’uccidere Marc Marquez.

A 37 anni suonati e dopo aver battuto piloti che entreranno nella storia della MotoGP, oltre che Biaggi e Gibernau, in questo 2016 sarà ancora in pista a cercare qualche altro giovane pilota a cui stare sui coglioni.

(immagine: http://www.onegossip.it)

Alla domanda su chi ha ispirato maggiormente la sua giovinezza risponde con Michael Jordan, Wayne Rainey e Gilles Villeneuve, ma solo perché Moana ci ha lasciato troppo presto. Nel 2008 ottenne il giro veloce sul circuito Ikea in 4’ e 32’’, sostenuto dagli applausi scroscianti dei presenti e dagli insulti della moglie.
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